• Febbraio 2, 2021

Utilizzare e implementare la Content Syndication

Utilizzare e implementare la Content Syndication

Utilizzare e implementare la Content Syndication 640 426 DataLit

Articolo di Francesca Morpurgo

Produrre contenuti di qualità e che siano anche efficaci per il target per cui sono stati concepiti costa tempo e fatica (nonché, in taluni casi, denaro). Dunque laddove possibile vale sicuramente la pena ottimizzare lo sforzo e l’investimento e riutilizzare  più volte gli stessi contenuti in modo da avere un ritorno maggiore. Ma come? Non si rischia in questo modo di incorrere in una penalità da parte di Google per “contenuto duplicato”? Ed è qui che entra in gioco la cosiddetta “content syndication”, cioè la redistribuzione di contenuti su siti terzi.

Che cos’è la content syndication?

La content syndication consiste nel ripubblicare, esattamente identico, lo stesso contenuto (che esso sia un articolo, un video, un’infografica, un podcast…) su altri siti diversi da quello su cui era originariamente apparso, corredato da un link che avverte che quella è una versione “copia” di un contenuto pubblicato originariamente altrove. La domanda è: perché dovrebbe essere vantaggioso cedere a qualcun altro gratis (o addirittura pagando per il servizio) un contenuto che è costato tempo e fatica? In realtà, questa forma di distribuzione dei contenuti ha numerosi aspetti positivi per gli autori:

Ottenere referral traffic

Quasi sempre nel contenuto ripubblicato c’è un link al contenuto originale. Se gli utenti hanno apprezzato il contenuto potrebbero cliccare sul referral link e arrivare al vostro sito. Se si riesce a far pubblicare il contenuto da siti o canali particolarmente famosi e apprezzati si può avere un notevole ritorno in termini di traffico.

Far conoscere il proprio brand presso un’audience più ampia

Anche se gli utenti non arrivano direttamente sul proprio sito comunque il proprio nome e/o il proprio brand in questo modo riescono a raggiungere un’audience notevolmente più ampia e ad affermarsi. Inoltre se si viene pubblicati su siti particolarmente autorevoli si acquista in reputazione e notorietà e si viene associati con brand forti e/o affidabili.

Ottenere iscrizioni e/o abbonamenti

Insieme alla frase e al link che rendono noto chi è l’autore originale del contenuto, si può chiedere di inserire il link ad un servizio che prevede l’iscrizione (ad esempio la possibilità di scaricare un whitepaper se si tratta di un articolo business o di iscriversi a un mini corso se si tratta di hobbies) ed aumentare quindi il numero degli utenti iscritti ai propri servizi.

Da notare comunque che la content syndication è ben diversa dal guest blogging o dal content repurposing: nel primo si produce appositamente un contenuto nuovo per un sito diverso dal proprio (mentre nella content syndication si pubblica esattamente lo stesso contenuto su altri siti) mentre nel secondo si usa in modo diverso (ad esempio trasformando un testo in un video o viceversa) un contenuto già prodotto. E ovviamente è anche profondamente diverso dal plagio, dato che si dichiara in modo esplicito che il contenuto è stato già pubblicato altrove.

Content syndication: come farlo nel modo giusto

Prima di tutto bisogna partire dal contenuto: come abbiamo detto si devono utilizzare contenuti di alta qualità, ma non è detto che ci si debba necessariamente servire dei contenuti più recenti. Le strategie che si possono adottare sono, nell’ordine:

  • Ripubblicare i propri contenuti più recenti e di maggiore successo su siti più grandi o con una audience particolarmente interessante. La forma più “classica” di content syndication, ottima se si cerca soprattutto di aumentare la brand awareness.
  • Riesumare contenuti non più recentissimi ma sempre attuali su siti simili al vostro sia in termini di numeri sia in termini di target di riferimento. Qui tipicamente si avrà un margine di libertà più ampio (ad esempio è più facile che vengano inseriti link contestuali customizzati) ed è un ottimo modo per aumentare audience e leads.
  • Fare l’opposto, cioè farsi ospitare come guest blogger su un sito più grande del proprio e dopo distribuirlo sui propri canali nonché su autorevoli piattaforme di content syndication come Medium o anche Linkedin. Vale la pena di adottare questa strategia se ci si vuole affermare come autorità in un certo settore o nei confronti di una certa audience.

Ma: come reperire i siti a cui proporre l’accordo? Qui ovviamente la propria conoscenza dei siti e delle piattaforme che si rivolgono alla stessa audience o che trattano gli stessi argomenti può essere utile ma si possono senz’altro usare metodi più strutturati, basati su un approccio SEO.

Come trovare i siti a cui proporre la content syndication

Sicuramente una tattica di sicuro successo è utilizzare Google e fare ricerche con keywords attinenti all’argomento del vostro articolo o contenuto e la frase “originariamente apparso su” o “pubblicato con il permesso di” etc. Questo perchè i siti ospiti quasi sempre per evitare di incorrere in penalità da parte di Google inseriscono i credits al contenuto originale (che prende il nome di “canonico” ed è indicato come tale a Google utilizzando un tag apposito). Questo permette di individuare facilmente dei siti che pubblicano al loro interno dei contenuti frutto di syndication. Altra ricerca che si può fare, sempre usando Google è cercare esclusivamente all’interno di un sito, utilizzando la ricerca avanzata (ad esempio “originariamente apparso su” site:www.dominio.com). In questo modo si può essere sicuri se un sito che si è individuato perchè ha caratteristiche appetibili effettivamente fa uso della content syndication. Ricerche ancora più raffinate si possono fare installando una SEO toolbar e andando a controllare ad esempio l’autorevolezza di un certo sito, i backlinks che ha, etc. In teoria può anche avvenire l’opposto, cioè voi pubblicate contenuti e altri siti vi chiedono di poterli ripubblicare. Per incentivare questo approccio si possono inserire nel sito degli inviti espliciti, come “Vi è piaciuto questo articolo? Se volete pubblicarlo contattateci!” che facilitano la vita ai potenziali partner. Sia in un caso che nell’altro bisogna ovviamente tenersi lontani anni luce da siti che abbiano una cattiva reputazione o comunque considerati negativamente dagli utenti (per capirlo si possono leggere le recensioni, fare una ricerca su Trustpilot, etc).

Una volta individuati i siti adatti, bisogna contattarli  negoziare! 

In alternativa ci si può servire di piattaforme di content syndication come Medium, Quora, Reddit, Linkedin, SlideShare, alcune delle quali (come Outbrain, Taboola, RevContent, etc) sono a pagamento. Su queste piattaforme (quelle free, non quelle a pagamento) basta registrarsi e poi importare una storia e questa automaticamente viene pubblicata e distribuita all’audience (spesso imponente) della piattaforma stessa. Per quanto riguarda le piattaforme paid funzionano come qualsiasi annuncio pubblicitario: si impostano un budget, un’audience, degli obiettivi, e si parte.

Content syndication: vale la pena?

In conclusione ci si può domandare? Ne vale la pena? In effetti trovare un altro sistema che permetta con costi tutto sommato contenuti di distribuire in modo efficace il proprio contenuto, di accrescere la brand reputation e di incrementare gli utenti e i lead è alquanto difficoltoso. Per cui la risposta è senz’altro positiva, con il caveat che prima di tutto deve esserci una buona strategia di produzione di contenuti, senza la quale nessuna syndication è possibile.

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