• Dicembre 9, 2020

Quali fattori considerare nella scelta di un Ad Server

Quali fattori considerare nella scelta di un Ad Server

Quali fattori considerare nella scelta di un Ad Server 512 342 DataLit

di Francesca Morpurgo

Un Ad Server è una componente assolutamente essenziale sia per i publisher sia per gli advertiser, soprattutto nell’attuale panorama ipercompetitivo, in cui una sempre maggiore percentuale degli investimenti pubblicitari è dedicata all’online advertising ma che proprio per questo richiede, per avere successo, un elevato grado di consapevolezza e di conoscenza delle soluzioni e delle opzioni disponibili.

Scegliere un ad server quindi non è cosa da fare a cuor leggero ma anzi va ponderato attentamente, valutando in base a ben precisi parametri quale ad server possa rappresentare la migliore soluzione per il proprio business. Ci sono diversi elementi da tenere in considerazione, che variano da quanto controllo si vuole avere sull’implementazione e sulle eventuali personalizzazioni, ai volumi minimi e massimi che l’ad server è in grado di gestire, al tipo di contenuti che è in grado di veicolare (es. video ads), alla piattaforma di elezione, se mobile (che richiede un tipo di targeting diverso e il riconoscimento di cose come l’orientamento e la screen size) o meno. Vediamo quali sono i principali fattori da vagliare. 

Primo fattore: il prezzo

A meno che non siate fra i fortunati per cui il prezzo non è una variabile fondamentale naturalmente il primo fattore da prendere in considerazione nella scelta di un ad server è il prezzo da pagare per il servizio. Ci sono ad server che fanno pagare una quota mensile fissa, indipendentemente dal volume, ce ne sono altri che vanno a scaglioni ed altri ancora che fanno pagare per quantità di ads serviti e altri ancora in cui si paga per ogni singolo ad. Naturalmente a prezzo più alto spesso si accompagnano maggiori servizi per cui va da sé che il prezzo non è una variabile indipendente però se il vostro è uno small business o se siete appena partiti potrebbe rappresentare un vincolo. Per esempio Google Ad Manager (precedentemente DFP – DoubleClick for publishers) è gratis se non raggiungete il limite di 90 milioni di ad impressions al mese, AdButler ha un piano entry level a 9.95 $ al mese mentre AdZerk inizia da 3000 $ al mese ma offre piena customizzazione, dominio personalizzabile e un supporto tecnico di prima classe.

Secondo fattore: tipologia di ads

Non tutti gli ad server sono in grado di servire tutti i tipi di ads. Per esempio se avete bisogno di audio ads, annunci in-stream, vr ads, rich media, mobile ads, meglio scegliere soluzioni come adColt o AdZerk, che sono molto ricche di possibilità. Di contro c’è il prezzo e spesso la necessità di avere un team tecnico dedicato per l’installazione dato che essendo più ricchi questi ad server sono anche più complessi tecnicamente e meno intuitivi.

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Terzo fattore: customizzabilità e usabilità

Un fattore fondamentale da considerare nella scelta dell’ad server è il rapporto fra semplicità d’uso e customizzabilità. Se si cerca qualcosa “ready to use”, che abbia una bassa barriera d’ingresso in termini di installazione, learning curve e facilità di utilizzo sarà meglio guardare a soluzioni come Broadstreet, che è pensato per realtà piccole e che stanno iniziando. Se all’opposto si vuole una soluzione altamente customizzabile, che magari offra anche la possibilità di avere un white label (customizzare la piattaforma con il proprio logo, schema di colori e anche dominio) e che offra un ampio set di APIs allora ad server come Epom, OpenX e AdZerk sono da considerare.

Quarto fattore: reporting e customer care

Un accurato reporting è essenziale per rendere sempre più efficaci le proprie campagne. Da questo punto di vista la soluzione di elezione è senza dubbio Google Ad Server che peraltro è integrato con tutti i servizi Google. Anche AdColt offre ottimi servizi da questo punto di vista. Per quanto riguarda il customer care, che rappresenta sempre una grande tranquillità, OpenX, AdColt e Epom offrono un supporto 24/7.

Quinto fattore: ottimizzazione per il programmatic advertising e per il real time bidding

Qui siamo nel cuore dell’ad serving: la targettizzazione sempre più sofisticata e granulare che mostri gli ads rilevanti solo agli utenti a cui possono realmente interessare (fino ad arrivare a un modello quasi one-to-one) e l’accesso a soluzioni in grado di massimizzare i ricavi sfruttando le più recenti tecnologie di machine learning ed intelligenza artificiale. Qui un posto di rilievo lo merita senz’altro DataLit.Ai che grazie a sofisticati algoritmi di machine learning lavora con l’iper profilazione predittiva dell’utenza e può gestire anche il traffico delle campagne pubblicitarie vendute direttamente così come l’header bidding. Anche OpenX, SmartyAds, AdButler e AppNexus sono da considerare.

Sesto fattore: integrazione con WordPress e/o con AdSense

WordPress e AdSense sono delle soluzioni diffusissime. Se il vostro sito utilizza una delle due o entrambe è sicuramente molto comodo avvalersi di un ad server che si integri facilmente con esse. Per AdSense la scelta di elezione è ovviamente Google AD Manager mentre per WordPress Broadstreet offre una buona integrazione.

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