• Aprile 19, 2021

Che cos’è l’eCPM e quali gli strumenti migliori per ottimizzarlo

Che cos’è l’eCPM e quali gli strumenti migliori per ottimizzarlo

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Articolo di Maurizio Crisanti

L’eCPM è una delle metriche più importanti nel digital advertising. Abbiamo spesso sentito parlare del CPM, ma qual è la differenza tra CPM ed eCPM? Il CPM è una metrica importante per gli inserzionisti e l’eCPM per i publisher, gli editori che offrono spazi digitali per mostrare gli annunci, come Google con la sua rete Display, o altri network. In poche parole, il CPM è il costo che gli inserzionisti spendono per una campagna e l’eCPM è la stima delle entrate dei publisher, generate ogni mille visualizzazioni. Vediamo in dettaglio cos’è, come calcolarlo e come ottimizzarlo. 

Cosa è l’eCPM

L’eCPM è la metrica che misura il rendimento di un annuncio in base alle entrate per gli editori provenienti da 1.000 impressioni, ed è l’acronimo di “costo effettivo per mille impressioni”, alcune delle quali vengono anche cliccate e convertite in lead o vendite per gli inserzionisti. L’ePCM viene utilizzato su molte piattaforme che monetizzano tramite annunci display: tra queste le pubblicazioni visibili su desktop, su dispositivi mobili, su spazi in-app e sui video. Più alto è il valore dell’ eCPM, maggiore sarà il guadagno dei publisher con le proprie unità pubblicitarie. L’eCPM è una metrica di valore anche per gli inserzionisti, perché misura indirettamente il successo di una campagna di Advertising. 

Come si calcola l’eCPM

La formula per calcolare questa metrica è:

Entrate totali dagli Ad : Visualizzazioni  x 1000 = eCPM  

Ad esempio, se nel corso di un determinato periodo di tempo (anno, mese) un annuncio è stato visionato 10.000 volte e ha portato entrate per 50 euro, si divide il guadagno per il numero di impressioni e lo si moltiplica per 1000. Il risultato è 5 euro. È possibile considerarlo come un buon eCPM? Al netto delle variabili legate ad aspetti geografici e molti altri fattori, si stima che un eCPM medio oscilli tra i 3 e i 9 euro. 

I professionisti si avvalgono di tool, offerti da Google che da solo gestisce circa il 90 per cento degli annunci Display, per effettuare previsioni sull’eCPM prima di scegliere l’annuncio con previsione di maggiore eCPM, che fa intendere indirettamente quale degli annunci avrà maggiore successo. Ovviamente si tratta di previsioni, tuttavia esse costituiscono un valido elemento per assumere decisioni guidate dai dati rispetto alla diffusione di annunci con maggiori prospettive di visualizzazione e conversione.

Come migliorare l’eCPM 

Come possono i publisher e gli editori migliorare i valori dell’eCPM? Ecco alcune strategie che possono far crescere questo prezioso indicatore:

1. Utilizzare le piattaforme SSP per migliorare l’ eCPM 

Le Supply Side Platform (SSP) consentono agli editori di guadagnare dai loro network di siti web creando e vendendo spazi pubblicitari agli inserzionisti. Viene dunque generata una sorta di asta in tempo reale tra gli Ad Inventory, gli spazi liberi dei publisher, e le offerte degli inserzionisti. La piattaforma verifica se alcuni parametri coincidono, in particolare il target desiderato, e fa incontrare domanda e offerta. In questo modo gli editori possono mostrare le loro offerte su diverse piattaforme e gli inserzionisti mettere in campo campagne di Programmatic Advertising.

2. Proporre agli inserzionisti i formati di annunci seguendo i trend

Dai semplici banner agli annunci video, i formati degli annunci si evolvono nel tempo, e alcuni offrono migliori risultati di altri. Gli utenti cambiano il loro comportamento e la tecnologia si evolve costantemente, quindi un publisher è chiamato a stare al passo con i trend del settore e allo spostamento della domanda degli inserzionisti verso formati specifici di annunci. I formati più performanti di oggi potrebbero non esserlo domani, quindi è necessario essere pronti a aggiornare le strategie di monetizzazione. Per essere aggiornati i publisher in genere monitorano il CPM e l’eCPM medio dei vari settori, relativi ai diversi formati.

3. Generare traffico attraverso la SEO e i Social Network

Maggiore è il numero di visitatori dei siti del network, maggiore è la possibilità che gli utenti visionino e interagiscano con gli annunci. Non tutte le sorgenti di traffico hanno dimostrato di aumentare l’ eCPM. È però confermato da molti test che il traffico generato dal posizionamento sui motori di ricerca aiuta a migliorare questo indicatore. Attraverso una buona attività SEO è possibile portare visite ai siti del network, con l’effetto di migliorare l’interazione con gli annunci.

4. Fornire dati sulla propria audience agli inserzionisti

Gli inserzionisti sostengono costi per indirizzare gli annunci a segmenti di pubblico specifici, in genere in base alla loro localizzazione, età e sesso. È questo tipo di dati che aiuta gli inserzionisti a creare messaggi personalizzati per gli utenti ed è uno dei motivi per cui molti inserzionisti preferiscono spazi pubblicitari in-app e sul mobile rispetto ad altri canali pubblicitari. Attraverso la condivisioni dei dati del pubblico che naviga sul network di siti dell’editore, gli annunci avranno successo, aumentando così l’eCPM.

Anche i Social Media possono contribuire a rendere virali i contenuti. In questo modo aumentano le visite al sito, con riflessi significativi sull’eCPM. Instagram e Facebook sono nati per favorire la condivisione di contenuti tra gli utenti. Quindi proponendo contenuti di valore, è possibile utilizzare le piattaforme Social per portare nuove visualizzazioni alle pagine web dei publisher e agli annunci inseriti nel contesto dei contenuti.

In conclusione, non è possibile ottenere un eCPM elevato senza testare vari network di reti pubblicitarie, diversi posizionamenti degli annunci, vari formati e tutte le strategie per aumentare il traffico sulla rete di siti. Questa funzione si può automatizzare attraverso Datalit, il framework tecnologico che ottimizza l’eCPM grazie all’AI. DataLit permette di identificare i segmenti di utenti più qualificati per creare nuove opportunità di targeting più granulari per gli inserzionisti.

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