• Ottobre 16, 2020

Come monetizzare il proprio sito: tecniche e metodi

Come monetizzare il proprio sito: tecniche e metodi

Come monetizzare il proprio sito: tecniche e metodi 640 481 DataLit

di Marco Belmondo, Chief Marketing Officer del guppo Datrix

Monetizzare il proprio sito è l’obiettivo di chiunque voglia fare del proprio blog un qualcosa di più di un semplice hobby. Inutile però immaginare che sia facile o che sia possibile senza una consistente dose di impegno e di duro lavoro. 

Monetizzare il proprio sito vuol dire infatti tante cose: intanto produrre contenuti di qualità e con una certa frequenza, in secondo luogo far crescere il traffico (è ovviamente assai difficile, anche se non impossibile, avere alte rendite da un sito con pochi visitatori), in terzo luogo capire quali sono le modalità migliori per farlo rendere (non è detto infatti che la classica pubblicità display sia la scelta più azzeccata in tutti i contesti). 

Vediamo punto per punto quali tecniche adottare per emergere ed iniziare a monetizzare.

I contenuti

Se avete già un sito dovete cercare di capire quali argomenti nell’ambito di ciò di cui vi occupate potrebbero essere di maggiore interesse per il vostro pubblico, e concentrarvi su di essi, producendo articoli o anche – a seconda del taglio del vostro sito – contenuti di altro genere (video, podcasts…). 

In questo lasciatevi guidare dalle interazioni che avete avuto con il vostro pubblico. Per esempio i commenti che vi hanno lasciato sono una potenziale miniera d’oro. Se avete implementato un sistema di statistiche, come Google Analytics, potete anche conoscere con una certa precisione su quali contenuti si sono concentrati i vostri visitatori. Insomma, cercate di capire cosa vuole o potrebbe volere il vostro pubblico e dateglielo! 

Se invece dovete costruire un sito da zero, il consiglio è quello di concentrarvi su una nicchia ben precisa. Ad esempio se la vostra passione sono le macchine, un blog che parli di macchine in generale non vi aiuterà molto a raggiungere i vostri obiettivi di monetizzazione, dato che sarà in competizione con altre centinaia di siti simili. Se invece parlerete di come scegliere i pneumatici per l’automobile, confrontando diversi tipi e marche ed aiutando gli utenti a risolvere un loro problema (cioè quali pneumatici scegliere in rapporto alle loro esigenze) è altamente probabile che il vostro sito avrà molto più successo. Naturalmente oltre ad essere interessante per voi (dovrete dedicarci parecchio del vostro tempo) la nicchia prescelta dovrà essere interessante anche per altri. Google stesso mette a disposizione numerosi strumenti gratuiti per sapere che cosa stanno cercando le persone, e questo potrebbe essere un buon punto di partenza.

Scegliere abilmente la nicchia porta ad un altro vantaggio: la targetizzazione. Più il vostro pubblico sarà finemente targettizzato più sarà appetibile per eventuali inserzionisti o comunque persone che vogliono utilizzarlo per promuovere i loro prodotti o servizi, dunque più facile sarà monetizzare il proprio sito.

Il traffico

È inutile illudersi, anche il sito con i contenuti migliori se non ha sufficiente traffico non può essere efficacemente monetizzato. Per monetizzare il proprio sito è dunque essenziale attrarre traffico e traffico di qualità, cioè persone realmente interessati ai propri contenuti ed ai prodotti e servizi che si vendono e dunque facilmente targettizzabili. 

Se il vostro sito è giovane prima di lanciarvi in grandi investimenti potete cercare di attrarre traffico organico (cioè gratuito) proveniente dai risultati dei motori di ricerca (ricerca “organica”), dai referral e dagli utenti cosiddetti “direct”, cioè che vengono sul vostro sito direttamente, perché lo conoscono e gli interessa. Per quanto riguarda il traffico organico per ottenerlo sarà necessario investire in SEO (“search engine marketing”), cioè costruire il proprio contenuto (testo, foto o video) in modo che contenga delle keywords che mettano subito in connessione – per l’algoritmo del motore ricerca – il proprio contenuto con ciò che gli utenti stanno cercando. La maggior parte degli utenti scorre solo pochi risultati dei motori di ricerca (i “SERPS” search engine result pages) per cui è molto importante, ma molto arduo, posizionarsi in testa. Molto importanti in ottica SEO sono inoltre contenuti di qualità e sempre nuovi e un design responsive (cioè adatto sia agli smartphone che ai pc). Altra modalità per ottenere traffico organico sono i cosiddetti “referral”, cioè link al vostro sito su un altro sito, magari posizionato in una nicchia vicina. I referral possono essere anche a pagamento, nel senso che si paga qualcuno (tipicamente in questo caso un blogger già affermato) per ospitare un articolo con un link al vostro sito.  

Da non sottovalutare in tutto ciò il traffico potenzialmente proveniente dai social, per ottenere il quale però dovrete aprire delle pagine dedicate al vostro blog o attività e poi promuoverle con una campagna di social media marketing.

Se si ha la possibilità di investire un po’ invece conviene acquisire anche traffico a pagamento, che sicuramente offre un ritorno più veloce in termini di crescita di numeri.  Le possibilità in quest’ambito sono tante, con in cima ovviamente Google Adwords e Facebook ads. Ma a seconda della tipologia del vostro sito anche YouTube o una strategia basata sui referral a pagamento potrebbe essere vincente.

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La monetizzazione

Ed eccoci arrivati all’argomento principale e più interessante: come monetizzare il proprio sito. 

Naturalmente se avete fatto bene il vostro lavoro, concentrandovi sulla nicchia giusta e producendo contenuti di qualità, alcune opportunità di monetizzazione, come ospitare sul proprio sito recensioni o editoriali a pagamento relativi ad aziende e prodotti verranno naturali e vi verranno addirittura richiesti. Anche far parte di programmi di affiliazione (come quello di Amazon) o vendere direttamente prodotti in tema è una strategia che molti adottano e che può dare ottimi frutti. Addirittura, se siete riusciti a costruirvi una solida base di utenti potreste monetizzare facendo pagare un’iscrizione al vostro sito o vendendo contenuti come ebook o webinars

Ma qui vogliamo concentrarci su una strategia di monetizzazione che non preveda la vendita o l’affiliazione e che a fronte di un buon lavoro nelle fasi precedenti (produzione di contenuti e incremento di traffico) può garantire un’ottima rendita “passiva”, ovvero una volta messo su il sistema questo produce rendita senza che voi dobbiate intervenire (tranne ovviamente continuare a produrre contenuti): la pubblicità display

Trascurata negli ultimi tempi in quanto richiede per essere veramente redditizia alti volumi di traffico in realtà sta avendo un ritorno di fiamma grazie a tecniche sviluppate recentemente e basate sull’intelligenza artificiale e sull’iper profilazione degli utenti. Non stiamo quindi parlando della pubblicità display tradizionale, che richiede per funzionare altissimi volumi di traffico a fronte di un ritorno comunque molto basso, ma di tecniche più sofisticate e “data-driven”.

Ma andiamo con ordine: la pubblicità display non consiste in altro se non nel mostrare sul proprio sito dei banner o degli annunci pubblicitari di altri siti o brand in modo tale che siano pertinenti agli interessi degli utenti che in generale visitano il vostro sito o che in quel momento stanno visualizzando una determinata pagina. Per implementare questa strategia sarà necessario iscriversi ad una rete pubblicitaria, come Google AdSense (ma ce ne sono molte altre, bisogna capire quale è più adatta alla tipologia del vostro sito). 

Ma, come accennavamo poc’anzi, un’altra opportunità, meno conosciuta ma non meno redditizia, è affidarsi ad un network pubblicitario come DataLit che sia in grado di implementare tecniche di iper profilazione degli utenti e di programmatic advertising. Le audience così profilate possono poi essere sfruttate con tecniche non standard come l’header bidding che permettono per chi ha un sito di massimizzare i ricavi per ogni spazio pubblicitario

L’header bidding è un tema complesso, ma in poche parole mentre con il tradizionale metodo “a cascata” uno spazio pubblicitario veniva offerto in successione a singoli inserzionisti ed ogni volta che si passava all’inserzionista successivo il prezzo diminuiva, con l’header bidding lo spazio viene offerto contemporaneamente a tutti gli inserzionisti, riducendo drasticamente l’effetto di calo del prezzo nei passaggi successivi. Inoltre gli spazi più pregiati possono essere venduti in modalità private deal ad un gruppo di inserzionisti qualificati, il che rende ancora più interessante la soluzione. 

È da tener presente inoltre che a causa del prossimo blocco dei cookie di terza parte farà sì che per poter monetizzare i propri contenuti sarà necessaria un’elevatissima targettizzazione basata su dati utente di prima parte (cioè dati relativi ai propri utenti registrati dal sito stesso) ed estremamente granulari. Questo fa sì che non sarà più così importante il volume di traffico quanto l’aver costruito bene la propria nicchia, l’aver fidelizzato e conosciuto i propri utenti e l’essersi affidati a un network che abbia le professionalità per sfruttarla al meglio.

In conclusione, nel 2020 monetizzare il proprio sito non è impossibile, basta solo non fossilizzarsi su strategie ormai obsolete ma capire quali sono i trend più all’avanguardia ed affidarsi a un network, come quello di DataLit.AI, in grado di implementarli.

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